
L’aula Monia Andreani è uno spazio universitario multifunzionale, progettato con cura e consapevolezza, per garantire alla comunità studentesca un luogo sicuro di svago, studio, benessere ma soprattutto d’incontro.
Ristrutturata nell’ambito del progetto Moebius, seguendo le linee guida del Politecnico di Bari, l’aula si presenta come una zona di sollievo e decompressione dal ritmo talvolta stressante della vita accademica e dispone di tutto il necessario per stimolare creatività e generare sensazioni di calma, fiducia e apertura.
Dove?
Piano -1 della Palazzini Lupatelli, vicino all’area snack.
Quando?
Tutto il giorno! L’aula è autogestita e sempre a disposizione per accogliere gli studenti e le studentesse dell’Ateneo.
Cosa puoi fare in aula?
Ogni elemento che anima lo spazio multifunzionale è stato pensato per assicurare comfort, accessibilità, protezione e versatilità.
In aula puoi:
- Studiare, scrivere, creare: troverai banchi dinamici e colorati da riconfigurare in base alle tue esigenze, sedute comode e prese elettriche per ricaricare i tuoi dispositivi (mentre ti ricarichi anche tu!).
- Giocare e fare sport: l'aula ospita una ludoteca completa con giochi didattici e di società forniti da IdeAttivaMente, un biliardino e un tavolo da ping pong, per favorire l’interazione sociale e il movimento fisico e mentale.
- Rilassarti: divanetti e pouf rendono l’aula una resting room perfetta per una pausa tra una lezione e l’altra.
- Leggere e scambiare libri: nell’angolo dedicato alla lettura è possibile anche consultare, prendere o lasciare libri, promuovendo la circolazione e lo scambio di idee.
- Partecipare a eventi, proiezioni, gruppi di ascolto: la presenza di una pedana e del proiettore a soffitto rendono lo spazio perfetto per l’organizzazione di eventi come cineforum, seminari tematici, assemblee ecc.
- Dedicarti alla preghiera: l’aula dispone di uno spazio preghiera la cui riservatezza viene garantita da un tendone scorrevole.
L'aula è intitolata in memoria di Monia Andreani, filosofa, attivista e docente dell'Ateneo che ha dedicato la sua vita e la sua ricerca ai temi dell’etica della cura, della vulnerabilità e dell’inclusione.
La scelta di ristrutturarla simboleggia la trasformazione dei suoi insegnamenti in uno spazio concreto di accoglienza e scambio per tutta la comunità studentesca.