Yannick Gouchan (Aix Marseille Université, CAER, Aix-en-Provence, France)
Luoghi Letterari di Marcel Proust
«La geografia proustiana è una geografia tutta psicologica, perfino tutta soggettiva e impressionista», scrisse André Ferré in uno dei primi saggi dedicati ai luoghi di Marcel Proust (Ferré, 1939: 20). In effetti visitare i luoghi legati alla biografia di Proust non corrisponde esattamente alla visita dei luoghi emblematici della Recherche du temps perdu. Tra la vita e la scrittura si è operata una trasmutazione insieme geografica e linguistica: per esempio il villaggio di Combray non è solo il corrispondente topografico di Illiers, bensì una ricostituzione del luogo (la casa d’infanzia di Marcel, protagonista e narratore della Recherche), inteso come passerella verso il territorio da scoprire (Bonniot-Mirloup & Blasquet, 2016). Così come Balbec raggruppa vari posti della costa normanna intorno alla cittadina di Cabourg, senza identificarsi completamente con la geografia locale. I luoghi letterari di Proust – sia quelli biografici che quelli immaginari – possono essere rintracciabili secondo tre poli: la città di Parigi, il territorio di Illiers-Combray e la costa normanna. Parigi fu il luogo della vita e della scrittura, Illiers-Combray il luogo della nostalgia, dell’infanzia, la Normandia il luogo di villeggiatura.
Parigi: è la città natale dell’autore, la città dove trascorse la maggior parte della sua vita, e lo spazio urbano nel quale si svolge gran parte dell’intreccio della Recherche, definita come «un romanzo parigino» in occasione della mostra del centenario proustiano (Sol, 2021). Se si percorrono le varie dimore della memoria dello scrittore a Parigi, bisogna partire da Auteuil. La grande casa dove nacque Proust nel 1871 e dove trascorse molti periodi di villeggiatura della sua infanzia era quella del prozio materno, Louis Weil, al 96 rue La Fontaine. Oggi, tuttavia, questa casa è scomparsa perché fu distrutta nel 1897, in seguito ai lavori di scavo per creare l’ampia rue Mozart. Fino al 1900 Proust visse tra la casa dello zio a Auteuil e la residenza di famiglia al 9 boulevard Malesherbes (dove viene collocato l’Hôtel de Guermantes nel romanzo). Dal 1900 al 1906 abitò al 54 rue de Courcelles. Dal 1906 al 1919 visse al 102 boulevard Haussmann (oggi la stanza dello scrittore è stata ricostituita nello stabilimento della banca che occupa l’edificio). Infine dal 1919 al 1922 abitò al 44 rue Hamelin, dove morì, ultimando la stesura del romanzo. Oggi il turista può trovare solo luoghi scomparsi o venduti, la cui memoria viene tramandata da semplici lastre commemorative sulle facciate. Dell’ultima camera da letto (quella di rue Hamelin) rimane una ricostituzione accurata al musée Carnavalet, con il letto, l’arredamento, le pareti ricoperte di sughero. Per quanto riguarda una parte dei mobili della famiglia Proust, sono stati traslocati a Illiers-Combray, nella Maison de Tante Léonie. Oltre alle dimore dello scrittore, Parigi offre al turista altri luoghi emblematici della biografia e di molti episodi della Recherche: il liceo Condorcet, il Bois de Boulogne, i giardini dei Champs-Élysées, l’Hôtel Ritz – la sua “seconda casa” alla fine della sua vita. Recentemente si è aperto a Parigi un hôtel letterario interamente dedicato a Proust e alla sua opera, Le Swann, rue de Constantinople. Tuttavia il visitatore che vuole vedere la casa del romanzo, dove l’autore ha collocato i ricordi d’infanzia e le prime esperienze letterarie, deve recarsi a Illiers-Combray.
Illiers-Combray: Sin dalle prime pagine di Du côté de chez Swann (1913-1917), si legge chiaramente, ben quattro volte, il nome del paese dove il narratore colloca il passato familiare, Combray, un nome che di per sè evoca contemporaneamente l’autore, la sua opera, un periodo della vita, una regione della Francia e una destinazione turistica per amanti della letteratura. Combray è anche il titolo della prima parte del romanzo, quella in cui tutto prende vita. Le minuziosi evocazioni del paese si trovano anche in altri due importanti testi dell’autore: Sur la lecture (1906, poi con il titolo Journées de lecture, 1919) e il romanzo incompiuto postumo Jean Santeuil (1952).
L’attuale Illiers-Combray corrisponde alla fusione tra la biografia e l’immaginazione letteraria, ossia tra il quartiere parigino di Auteuil – la casa della famiglia materna, i Weil, dove il bambino trascorse la sua infanzia – e il villaggio di Illiers – il paese della famiglia paterna, nella provincia francese, nella casa degli zii paterni dello scrittore, gli Amiot, 4 rue du Saint-Esprit (oggi ribattezzata rue Docteur Proust, il padre dello scrittore, famoso medico). A Illiers Proust trascorse solo alcune vacanze tra il 1877 e il 1880, tra i 6 e i 9 anni, poi quando fu colpito dalla prima crisi d’asma, nel 1881, i soggiorni furono piuttosto in Normandia, con la nonna materna. L’ultimo soggiorno del ragazzo a Illiers ebbe luogo nel 1886, a 15 anni, in occasione della morte della zia Élisabeth Amiot. Dal punto di vista biografico, Auteuil sembra quindi prevalere su Illiers, ma l’intensità affettiva e la necessità di trasmutazione letteraria provocheranno la nascita di un luogo che raggruppa i due posti, in assenza della casa natale, distrutta. Illiers-Combray è oggi una località di 3000 abitanti, situata tra la Beauce e il Perche, nel dipartimento dell’Eure-et-Loir, a 25 km a sud di Chartres. Tuttavia, a partire dal 1914 e dall’entrata in guerra della Francia, durante il lavoro di revisione del romanzo, il villaggio venne situato piuttosto vicino alla città di Reims, nella regione della Champagne. Il turista che si reca a Illiers-Combray visita un luogo reale delle vacanze d’infanzia dell’autore nonché un luogo letterario ricostituito, che il libro situa in Champagne, cioè a più di 200 km.
Nel maggio del 1935, fu organizzata la prima «Giornata del biancospino» a Illiers, dal fratello dello scrittore, Robert Proust. Nel 1954 Germaine Amiot, cugina dello scrittore, dopo aver comprato la casa di famiglia che si stava rovinando, permise la creazione della Maison de Tante Léonie con importanti lavori di restauro. Philibert-Louis Larcher ne fu il primo conservatore e nel 1971, in occasione del centenario della nascita di Proust, lo stesso Larcher ottenne che sia approvato ufficialmente il nuovo nome del villaggio (Illiers-Combray) e che sia creato un museo nella casa. La casa che si visita oggi a Illiers-Combray fu riconosciuta monumento storico. La Maison de Tante Léonie comprende il piccolo giardino, le stanze arredate che evocano la camera da letto del piccolo narratore, la sala da pranzo, il salotto, la cucina e la camera di Léonie. Il visitatore osserva mobili e ritratti che sono appartenuti alla famiglia dello scrittore a Parigi e di cui una parte è stata donata da Odile Gévaudan-Albaret, la figlia di Céleste, la governante. L’allestimento attuale corrisponde parzialmente al trasferimento dei mobili parigini, con altri oggetti autentici disposti per ricordare alcuni particolari descritti nel romanzo. I ritratti esposti che raffigurano i genitori dello scrittore sono stati donati da una nipote di Proust, durante il trasloco del Salon rouge da Parigi nel 1998. Nel 2001 furono trasportati anche altri mobili, tra cui il letto della madre.
Nello spazio letterario proustiano ci sono due côtés del paesaggio di Combray: la casa della zia Léonie (in realtà era la zia Élizabeth, sorella del padre) ha due ingressi diversi, il primo è il cancello che porta al giardino e si affaccia sulla via che conduce al castello di Villebon (le coté de Guermantes), mentre il secondo è la porta d’ingresso che si affaccia sull’attuale via del Docteur Proust e conduce al giardino del Pré-Catelan e al maniero di Tansonville (le coté de Méséglise, o “de chez Swann”). Inoltre si possono visitare altri posti legati contemporaneamente alla Recherche e alla storia locale del villaggio, come la chiesa Saint-Hilaire, le rovine del castello, il fiume Loir (La Vivonne proustiana), il sentiero dei biancospini, in cui si passeggia in campagna e si ricostruisce un immaginario, quello del tempo ritrovato.
La Côte fleurie in Normandia: La Normandia fu per Proust il luogo della villeggiatura al mare, intorno alla cittadina immaginaria di Balbec che appare nel romanzo À l’ombre des jeunes filles en fleurs (1918). Malato di asma il piccolo Proust fu accompagnato dalla nonna materna sulla Côte fleurie normanna. Da adulto lo scrittore ne farà il posto privilegiato per le vacanze tra il 1907 e il 1914. La Cabourg della Belle Époque, fra i due secoli, era una cittadina di mare dove l’estate si ritrovavano l’aristocrazia e l’alta borghesia di Parigi.
Perno del turismo proustiano a Cabourg è il Grand Hôtel, in particolar modo la sala da pranzo (dichiarata monumento storico) e la camera 414, al quarto e ultimo piano, dove lo scrittore fece tanti soggiorni (in realtà si trattava di un’altra camera, ormai scomparsa). La porta dell’attuale camera porta la targa «Souvenirs Marcel Proust» e presenta una ricostituzione più o meno autentica. La camera si affaccia sul lungomare intitolato Promenade Marcel Proust. Nel 2021 si è creato a Cabourg un museo chiamato La Villa du Temps retrouvé, per evocare attraverso mostre l’atmosfera della Belle Époque, al tempo della Balbec dello scrittore. Balbec e Cabourg non sono esattamente intercambiabili (per esempio nel romanzo Jean Santeuil, considerato un primo abbozzo della Recherche, è l’Hôtel des Roches Noires della cittadina di Trouville, a 30 km da Cabourg, ad essere il luogo di villeggiatura del protagonista) anche se tutte e due formano un luogo importante della memoria letteraria proustiana: ogni due anni hanno luogo le Giornate musicali Marcel Proust, il ristorante del Grand Hôtel è stato ribattezzato Le Balbec, ecc. Il territorio normanno fu anche lo spazio di molte passeggiate di Proust in compagnia dello chauffeur e amante Alfred Agostinelli, per visitare le chiese e le cattedrali di Hennequeville, Criquebœuf, Caen, Bayeux, Jumièges e Rouen.
Oltre ai tre poli essenziali citati, il turismo letterario legato alla biografia e agli scritti di Proust riguarda anche la cattedrale di Amiens, al centro della prefazione per la traduzione di un saggio di John Ruskin (La Bible d’Amiens, 1904) e la città di Venezia, dove l’autore si recò due volte, nel 1899 con sua madre (quando traduceva il saggio di Ruskin) e nel 1900 probabilmente da solo. Anche la città termale alpina di Évian accolse Proust nel 1899, all’epoca della scrittura di Jean Santeuil. La località di Beg Meil, in Bretagna (Finistère), è lo scenario di molte pagine di Jean Santeuil e serba il ricordo dei soggiorni dello scrittore.
Come citare questa voce del dizionario: Gouchan, Y. (2023). Luoghi Letterari di Marcel Proust. In R. Baleiro, G. Capecchi & J. Arcos-Pumarola (Orgs.). E-Dictionary of Literary Tourism. University for Foreigners of Perugia.
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