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La sostenibilità nella didattica: promuovere una cultura della sostenibilità

Educare alla sostenibilità significa innanzitutto educare a comprendere la complessità della realtà in cui viviamo: l’interdipendenza tra ambiente, economia, diritti, culture e società.

Nella didattica, l’attenzione alla sostenibilità è trasversale a tutta la nostra offerta formativa, con incontri tematici e moduli dedicati ai vari aspetti sociali, economici e ambientali della sostenibilità. 

È in particolare con il corso di laurea triennale in Scienze Sociali per la Sostenibilità e la Cooperazione Internazionale che l'impegno dell'Ateneo di educare alla sostenibilità si realizza in modo più specifico e puntuale. Questo corso di laurea mira a formare cittadini e professionisti capaci di pensare in modo critico, di connettere le conoscenze e di agire con responsabilità.

Si tratta di un percorso fortemente innovativo, che coniuga scienze umane e scienze tecniche, per formare professionisti del futuro, che acquisiscano competenze trasversali, di analisi sociale, mediazione delle conflittualità, cooperazione internazionale, diplomazia culturale e scientifica.

Il corso di laurea propone l’insegnamento di discipline classiche come la storia, il diritto, la filosofia, la sociologia in modo nuovo, collegandole alle sfide reali — come i cambiamenti climatici, le disuguaglianze, l’intelligenza artificiale, la cooperazione internazionale, la riduzione dei rischi e delle emergenze - con il rigore metodologico e la profondità critica che è tipica dell’insegnamento universitario, che rappresenta una tradizione preziosa, ma che va aggiornata e reinventata per rendere la cultura viva e utile per il futuro.

L’obiettivo è principalmente quello di promuovere una visione olistica, offrendo un solido bagaglio di conoscenze e un dialogo costante tra saperi e discipline diverse, così da fornire gli strumenti per consentire una lettura della complessità, per favorire un’interconnessione tra discipline, per sviluppare un pensiero critico e applicarlo alla realtà.

cartolina del corso

Corso di laurea in Scienze sociali per la sostenibilità e la cooperazione internazionale

Rigenerare un territorio ha un significato profondo, in quanto non consiste soltanto nel restituirgli materia, ma relazioni, memoria, giustizia, identità.

E forse è proprio questo il valore aggiunto del Master di I livello in Rigenerazione urbana e territoriale, che non dà una formazione specialistica solo tecnica, ma intende formare professionisti che sappiano farsi interpreti di una realtà in tutta la sua complessità,

  • che sono dunque capaci di analizzare gli effetti di un sisma o di una frana, ma anche le sue ripercussioni sulla società
  • che eseguono un piano regolatore, ma lo fanno in modo rispettoso di una storia culturale
  • che propongono un modello energetico e allo stesso tempo una trasformazione sociale

E la rigenerazione e la riqualificazione urbana e territoriale rientrano pienamente nel processo che sta anche alla base della nostra idea di sostenibilità e delle molteplici progettualità del Progetto Fenice, che mira ad una formazione che non si limita a trasmettere contenuti o nozioni ma che punti a PROGETTARE SIGNIFICATI, A GENERARE VISIONI. E questa, in fondo, è proprio la responsabilità più vera e autentica dell’Accademia, che sempre di più dovrebbe diventare un vero e proprio cantiere intellettuale, dove l’intelligenza naturale dei luoghi, quella artificiale delle tecnologie e quella collettiva delle comunità possano, in modo complementare, riempire di senso e di significato la trasmissione di conoscenza.

Alla base di questo Master c’è l’idea che la rigenerazione territoriale sia e debba essere un progetto culturale, non solo tecnico, che muove certamente dall’esigenza di ricostruzione dopo il sisma, ma che aspira ad essere un LABORATORIO DI COOPERAZIONE TERRITORIALE attraverso percorsi di formazione.

vista di Norcia dall'alto

Master di primo livello in Rigenerazione e resilienza urbana e territoriale

È proprio il tema della sostenibilità intesa non come compartimento tecnico ma come struttura di senso, come forma mentis a orientare una serie di progettualità, di corsi intensivi e di iniziative di formazione, tra cui la Summer School in Inclusion and Sustainability in Vulnerability, che si propone di analizzare in chiave transdisciplinare la gestione dei rischi, le conseguenze dei disastri naturali e il loro impatto sulla tutela dei diritti fondamentali. Quell’idea di "formare per ricostruire" di usare la cultura come volano di rinascita trova in Norcia uno straordinario "laboratorio a cielo aperto" che merita tutta la nostra attenzione e tutto il nostro impegno.

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