Elementi di una esperienza #sostenibile

In speculum translucet imago. Ettore de Conciliis
Venerdì, 29 marzo 2019
Sala Goldoni di Palazzo Gallenga

Il Comitato Nazionale per le celebrazioni del centenario dell'elaborazione degli "Elementi di un'Esperienza Religiosa”, che ha sede presso l’Università per Stranieri di Perugia, vede protagonisti anche il Comune di Assisi e quello di Perugia, coinvolgendo la realtà territoriale umbra nella celebrazione della nascita del pensiero capitiniano. Obiettivo del comitato è, difatti, non quello di commemorare la figura di Aldo Capitini in sé, quanto rievocare una visione del mondo che, nata in profonda frattura con la realtà storica nella quale prende vita, si espresse congiuntamente ad un’azione pacifista e nonviolenta. Partendo dal pensiero elaborato nel manoscritto che vede la luce nel 1918, poi pubblicato nel 1937, per interessamento di Benedetto Croce, s’intende costruire un percorso concettuale volto alla riattualizzazione del pensiero capitiniano adottandolo come chiave di lettura delle sfide alla pace che caratterizzano l’attualità.

Mettendo al centro della discussione gli Elementi della riflessione dell’intellettuale umbro, l’evento del 29 marzo intende concentrare l’attenzione su tematiche di sostenibilità ambientale, indagando la complessa e controversa relazione Uomo-Natura che si è andata delineando in cento anni di sviluppo in-sostenibile. A tal proposito, un passaggio fondamentale del pensiero e della pratica nonviolenta di Capitini è la considerazione che egli ha delle “cose”, ossia degli organismi inanimati: l’acqua, la terra, l’aria e ogni tipo di organismo che ci circonda sono nostri “collaboratori nel bene” e per questo motivo siamo tenuti ad assumere un atteggiamento nonviolento nei loro confronti. Infatti, per Capitini, adoperare una cosa per il male è una forma di violenza. Questo atteggiamento nonviolento, tuttavia, non assume un’inclinazione ambientalista, ma acquisisce un’inclinazione molto più simile a quella che oggi definiamo “sostenibile”. A conferma di ciò, Capitini sosteneva che nonviolenza non consisteva nel lasciare intatte “le cose”, ma nel non sciuparle, nel mutarle di luogo senza alcuna ragione, studiarle soltanto per l’utile, lavorarle senza cura né intelligenza.

Se oggi non ci sembra possibile rispettare su tutta la linea la vita degli organismi, dobbiamo comunque farlo in un’ottica nonviolenta. La scienza ci viene fornendo materiali che permettono sempre più di risparmiare la distruzione degli organismi. [...] Se non si può far tutto, molto si può certamente fare, e si deve: siamo anzi in ritardo.

La stessa visione è espressa nell’attualmente vigente Agenda 2030 per lo Sviluppo Sostenibile: un programma d’azione per le persone, il pianeta e la prosperità, adottata dai 193 paesi delle Nazioni Unite. Resasi conto dell’insostenibilità del modello di sviluppo degli ultimi 2 secoli, la comunità internazionale ha deciso di creare un’Agenda che tracciasse la strada da percorrere nell’arco dei prossimi 15 anni, per raggiungere un nuovo paradigma di sviluppo umano.

Sulle orme di questo percorso concettuale, la giornata seminariale “elementi di un’esperienza sostenibile”, si pone l’obiettivo di aprire un dialogo interdisciplinare, culturale, artistico, tecnico, politico e storico assumendo come nodo focale il paesaggio naturale.


10:00 - Saluti
Dianella Gambini
Urbano Barelli
Carlo Migliosi

Introduce
Giovanna Scocozza

Intervengono
Paolo Ceccarelli
Pino Arlacchi

11:00 - Tavola rotonda
Arte_ Paessaggio_ Sostenibilità

Modera
Chiara Biscarini

Intervengono
Michele Dantini
Ettore De Conciliis
Dianella Gambini
Gabriele De Veris
Lisa Bitossi

12:15 - Conclusioni
Lucio Ubertini