Una conferenza internazionale su John Bradburne

il poeta e martire che amava l’Umbria

30 Marzo 2017

Perugia – “Questa importante prima Conferenza internazionale trova il suo luogo deputato nella nostra Università soprattutto per riflettere su testimonianze e presenze cosi importanti e di livello internazionale. Gli interventi di oggi richiameranno il percorso spirituale, quello poetico, e la testimonianza umana di John Bradburne. Voglio sottolineare lo stretto rapporto che con l’Umbria e con la spiritualità francescana egli ha avuto e soprattutto questo suo impegno nell’ l’Africa in collegamento con le emergenze che in quella realtà si sono determinate e che purtroppo sono ancora in atto”. Lo ha detto il Magnifico Rettore dell’Università per Stranieri di Perugia, il Prof. Giovanni Paciullo in apertura dei lavori della prima conferenza internazionale dedicata alla figura del poeta e martire John Bradburne. La giornata di studio si è svolta nell’Aula Magna di Palazzo Gallenga dell’Università per Stranieri di Perugia, organizzata in collaborazione con la John Bradburne Memorial Society. “L’africa – ha aggiunto il Rettore Paciullo – è centrale nel nostro impegno istituzionale, è un riferimento costante e su questa prospettiva abbiamo linee d’impegno che riteniamo di dover sviluppare in un percorso costante. J.Bradburne – conclude Paciullo – lo ricordiamo anche come uno di noi, uno che con noi ha contribuito a fare dell’Italia un paese migliore”. Anche la prof.ssa Sandra Covino, Direttrice del Dipartimento di Scienze Umane e Sociali della Stranieri - ha manifestato un positivo apprezzamento per il livello dell’evento e per il contributo scientifico che porteranno all’’Ateneo questi importanti studiosi di fama internazionale. “Per parlare di John Bradburne  - ha detto  il prof. Marco Impagliazzo nel suo intervento  - non si può non parlare di un argomento piu generale: il tema del martirio in Africa. L’africa è un continente che ha incontrato l’Europa in un momento storico particolare che è quello della colonizzazione, quando gli europei dalla fine dell’Ottocento fino alla metà del Novecento hanno colonizzato molti dei paesi africani con storie anche di dolore oltre che di sviluppo. Quando l’Africa ha iniziato il suo processo d’indipendenza – ha aggiunto Impagliazzo – negli anni Sessanta e poi nel secondo processo che è quello della transizione verso le democrazie negli anni Novanta. All’interno di tutto questo quadro storico – continua – le Chiese hanno molto lavorato per lo sviluppo del Continente e molti esponenti di queste chiese hanno subito il martirio per il loro impegno per la gente per il vangelo, per lo sviluppo dei popoli e soprattutto per garantire il diritto a questi popoli africani che erano stati colonizzati”. Sono poi intervenuti il prof. David Crystal, noto anglista e scopritore del poeta, lo storico Didier Rance che hanno contribuito a fare luce su inediti aspetti della lingua e della poetica di John Bradburne.  Alla conferenza anche una sezione dedicata alle traduzioni delle poesie di Bradburne, è stata coordinata dal prof. Enrico Terrinoni, traduttore letterario, con un focus multi-linguistico e multiculturale, con la traduzione di alcuni versi in Amarico con il prof. Renato Tomei dell’Università per Stranieri di Perugia, e in Afrikaans con il prof. Rajendra Chetty della University of Technology di Capetown, Sud Africa. All’incontro hanno partecipato, tra gli altri, i docenti Daniele Piccini, Rosanna Masiola, Dianella Gambini, e il segretario dell’Arcidiocesi di Perugia Amilcare Conti.