Etica professionale. Avvocati, magistrati, notai

Alla Stranieri si è discusso dei doveri delle professioni legali

24 Febbraio 2017

Perugia – “Etica professionale. Avvocati, magistrati, notai” è stata una partecipata tavola rotonda organizzata dal Consiglio dell’Ordine degli Avvocati di Perugia in collaborazione con l’Università per Stranieri di Perugia nell’Aula Magna di Palazzo Gallenga trasmessa anche in streaming video per dare la possibilità agli oltre 300 partecipanti dislocati in diverse aule dell’Ateneo. All’incontro sono intervenuti il Magnifico Rettore della Stranieri, il prof. Giovanni Paciullo, il Presidente dell’Ordine degli Avvocati di Perugia Gianluca Calvieri, l’avv. Alarico Mariani Mariano, il magistrato Paola De Lisio e il notaio Adriano Crispolti.

Il Rettore dell’Università per Stranieri di Perugia, Prof. Giovanni Paciullo, introducendo i lavori, ha sottolineato come “l’etica forense sia chiamata ad ordinare le proprie linee sulla prospettiva della dignità della persona come declinata nel catalogo dei diritti fondamentali depositato nella Convenzione europea e nelle pronunce delle Corti”. “Una nuova elaborazione dei diritti individuali e collettivi – ha proseguito il Rettore Paciullo –  che ha saputo tradurre, in termini giuridici, i predicati della filosofia politica più avanzata da Rawls ad Habermas, tenendo conto di quella nuova antropologia evocata da Stefano Rodotà e dei nuovi spazi di fragilità che la connotano”.

Per il Presidente dell’Ordine degli Avvocati di Perugia Gianluca Calvieri “la giornata di studio è stata l’occasione per approfondire Il concetto di etica professionale che contempla i doveri delle professioni legali che si collocano ad un livello più ampio della tradizionale nozione di deontologia.

 E sulle professioni che operano nel mondo del diritto e della giustizia Calvieri ha detto che “è già iniziato un confronto tuttora aperto sul rapporto tra le fondamentali regole deontologiche e i doveri nascenti dall’etica professionale, confronto che non è ancora approdato a risultati concreti. Questo incontro – ha continuato - rappresenta un contributo alla conoscenza di un problema che investe la responsabilità morale e civile di categorie professionali che svolgono un ruolo importante nella vita di una società democratica.”

E sulla questione centrale del rapporto tra deontologia ed etica professionale è intervenuto l’avv. Alarico Mariani Marini che ha aggiunto: “specialmente nelle professioni legali, e in particolare i doveri che quest'ultima pone nei confronti della collettività in aggiunta a quelli nascenti dal mandato professionale e dalla domanda di giustizia. Si tratta infatti – continua Mariani Marini -  di doveri attinenti alla sfera pubblica, in quanto diretti a garantire la tutela di interessi generali della collettività quali quelli relativi alla attuazione dell'ordine costituzionale e dello Stato di diritto. Su questo terreno l'etica professionale persegue obiettivi connessi a quelli derivanti dall'etica pubblica”.

E poi intervenuta il magistrato Paola De Lisio che si è soffermata ampiamente sugli aspetti fondamentali dei codici deontologici e delle regole codificate, ponendo anche una riflessione sui codici etici. Per il notaio Adriano Crispolti “la stimolante tavola rotonda, introducendo nell’etica delle professioni legali i diritti fondamentali dell’Uomo e quindi diritti che travalicano quelli del cittadino – consumatore, ha tracciato il cammino che Magistratura, Avvocatura e Notariato  dovrebbero percorrere  urgentemente in questo momento storico di grande crisi che coinvolge mercato e valori nella stessa drammatica misura. Magistratura, Avvocatura e Notariato – ha aggiunto Crispolti – nel rispetto dei loro diversi ruoli e con perfetta consapevolezza della responsabilità sociale che ne deriva, dovrebbero dialogare costantemente e con la spregiudicatezza necessaria nei momenti di grande crisi; parecchi segnali fanno emergere che, di fronte ai rapidissimi movimenti legislativi e sociali ai quali assistiamo, forse non si conoscono a dovere. E dialogare al cospetto del sistema sociale – continua Crispolti  –  fuori dai loro gusci corporativi, aprendo codici autenticamente etici.  Sono anche persuaso che l’Università per Stranieri ha concluso Crispolti-  ospitando le professioni legali, come ho colto in alcuni alti passaggi del Magnifico Rettore Paciullo, sia avvertita che questo cammino, non soltanto è opportuno ma è necessario. Per tutto questo – ha concluso – auspicherei un girovagare etico delle professioni legali nei palazzi della nostra Perugia senza soluzioni di continuità e una loro accoglienza altrettanto avvertita. In ogni caso molto conforta la certezza che le porte di Palazzo Gallenga resteranno spalancate.”