ERAC

Comitato Nazionale per le celebrazioni del centenario dell'elaborazione degli "Elementi di un'Esperienza Religiosa" di Aldo Capitini

La filosofia della non violenza ha una connotazione catartica in Aldo Capitini che, nell'immediato secondo dopoguerra, si esplica nella creazione dei "Centri di orientamento sociale", nella "Marcia per la pace e la fratellanza tra i popoli" (1961) e nella fondazione della "Consulta per la pace".

Sebbene Capitini sia considerato "il Ghandi italiano", la sua proposta sociale tiene conto dell'intima conformazione della persona (del kantiano legno storto) per connotare, in senso discatico, gli opposti della tecnologia, che Philip T. Hoffman designa come "tecnologia della polvere".

I profondi sommovimenti sociali, che la rivoluzione industriale determina, anche per le suggestioni riformiste di ispirazione cristiana, non tengono in debito conto l'irreversibilità delle risorse, volte a conseguire innumerevoli risultati sotto il profilo economico e sociale a danno dell'esistenza dei popoli e delle nazioni blanditi dalla produzione globale in serie e dall'affanno di congetturare sui mezzi compromissori, con i quali conseguire lo status symbol in grado di soddisfare le ambizioni e le idiosincrasie della committenza politica contemporanea.

Il dissenso, nella pratica quotidiana, e l'obiezione di coscienza nella dialettica istituzionale, sono correlati con la non violenza che si esercita mediante l’aperta determinazione delle ragioni individuali.

L'opera di Capitini è una perlustrazione metastorica della vicenda umana contemporanea, chiamata ad affrontare la sua sopravvivenza malgrado gli strumenti di distruzione dei quali dispone, grazie agli apporti conoscitivi, conseguiti dalla scienza e dalla tecnica contemporanea.

L'attualità sembra costituirsi a campo di Marte per una riflessione sul pensiero e sul magistero civile di Capitini, la cui presenza, per altro, nella Scuola Normale Superiore di Pisa, sotto la direzione di Giovanni Gentile, e nell'Università per Stranieri di Perugia, costituisce un viatico per le generazioni che, esenti dalle idiosincratiche determinazioni del fascismo, inserite nella procellosa conformazione democratica contemporanea, sono chiamate ad affrontare le sfide della modernità al riparo dai fuochi di ribellione e d'insofferenza, che continuano ad umiliare la condizione umana.


Il Comitato Nazionale per le celebrazioni e le manifestazioni culturali è stato istituito ed ammesso a contributo dal MiBACT:
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