Federico Frezzi e il “Quadriregio” nel VI centenario della morte

Un convegno internazionale sul domenicano e la sua opera

17 Febbraio 2017

Perugia - “Federico Frezzi e il ‘Quadriregio’ nel VI centenario della morte” è il tema del convegno internazionale in programma il 24 febbraio, con inizio alle ore 9.30- 13,00 e dalle 14,30 alle 18,00, nella Sala Goldoni di Palazzo Gallenga dell’Università per Stranieri. La giornata di studio, organizzata dal “Centro di Ricerche Federico Frezzi per lo studio della civiltà Umanistica” e promossa dalla Stranieri di Perugia, costituisce l’occasione più appropriata per approfondire scientificamente la figura del domenicano e i nodi della sua creazione poetica, attraverso indagini storiche, filologiche, linguistiche e propriamente letterarie.

A introdurre i lavori saranno il Rettore dell’Ateneo, Giovanni Paciullo, e la Direttrice del Dipartimento di Scienze umane e sociali, Sandra Covino. Interverrà inoltre l’assessore alla Cultura del Comune di Perugia Maria Teresa Severini.

Nell’intenso incontro di studio sono previsti, tra gli altri, gli interventi di Saverio Bellomo (Università Ca’ Foscari di Venezia) sul modello dantesco; di Edoardo Barbieri (Università Cattolica di Milano) sulle antiche edizioni a stampa dell’opera e sulla loro fortuna nel collezionismo librario; di Enzo Mattesini (Università degli Studi di Perugia) e Carla Gambacorta (Università per Stranieri di Perugia) sulla lingua del poema, indagata nei più antichi manoscritti e nella prima edizione a stampa; di Sandro Bertelli (Università degli Studi di Ferrara) sulla tradizione manoscritta dell’opera. Il comitato scientifico delle celebrazioni frezziane è presieduto da Daniele Piccini, docente di Filologia della letteratura italiana presso l’Università per Stranieri di Perugia.

Nato a Foligno intorno alla metà del Trecento, Federico Frezzi entrò nell’ordine domenicano. Fu tra l’altro a Perugia, presso il Convento domenicano, nel 1375. Divenne in seguito lettore e poi maestro di teologia. Nominato priore generale della Provincia romana dell’ordine (tra 1401 e 1403), sul finire del 1403 fu nominato vescovo di Foligno, carica che tenne fino alla morte, avvenuta nel 1416, con ogni probabilità al Concilio di Costanza.

La fama del Frezzi è legata in primo luogo al poema in terzine intitolato Quadriregio (o Libro dei Regni): opera poetica che racconta un viaggio attraverso i regni dell’Amore, di Satana, dei Vizi e delle Virtù, coronato da una finale visione di Dio. Sebbene ispirato al grande modello della Commedia dantesca, il poema di Frezzi è anche un’opera che continua il filone allegorico e didascalico. Lettore dei Trionfi di Petrarca e inoltre del Ninfale fiesolano e dell’Amorosa visione di Boccaccio, il Frezzi sembra comporre il poema con l’attenzione rivolta alla predicazione e dunque all’efficace esemplificazione dei vizi e delle virtù.

L’opera, la cui prima edizione a stampa fu impressa proprio a Perugia nel 1481, conobbe notevole fortuna fino al Cinquecento. In seguito se ne riprese lo studio nel Settecento e poi agli inizi del Novecento, epoca a cui risale l’ultima edizione disponibile, apparsa nella collana “Scrittori d’Italia” di Laterza nel 1914, a cura di Enrico Filippini.