Diritto di cronaca e tutela della persona

Partecipato dibattito con il Procuratore Cardella e il Rettore Paciullo

10 Febbraio 2017

Perugia, 9 febbraio - “Diritto di cronaca e tutela della persona”, un partecipato dibattito che si è svolto ieri nella Sala Goldoni dell’Università per Stranieri di Perugia, e che ha offerto importanti spunti di riflessione. L’incontro, organizzato in collaborazione con l’Associazione “L’Una e L’Altra” di Perugia, s’inserisce nel corposo programma culturale della nuova libreria di via Ulisse Rocchi diretta da Alberto Mori.

Ad animare l’interessante confronto di esperienze il Procuratore Generale presso la Corte d’Appello di Perugia Fausto Cardella, il Magnifico Rettore dell’Università per gli Stranieri di Perugia Giovanni Paciullo, e Roberto Conticelli, il Presidente dell’Ordine dei Giornalisti dell’Umbria che ha moderato l’incontro e tracciato un puntuale focus sulla situazione attuale del giornalismo in Umbria. “Parlare di diritto di cronaca – ha detto Conticelli – significa addentrarsi in terreni nei quali tutti noi dovremmo fare più chiarezza.  Diritto di cronaca e tutela della persona – ha sottolineato il Presidente – sono concetti che sembrano cozzare perché spesso noi cronisti veniamo accusati di abusare di questo diritto  e per questo di ignorare i diritti della persona. Pensare ad un giornalista che segua lo scoop  - ha ribadito Conticelli con enfasi - che non abbia conto della propria notizia e del clamore che questa possa suscitare è un  errore”.

Per Cardella affrontare questi temi assume una rilevanza sociale soprattutto se ad affrontarli e a promuoverli sono realtà accademiche e culturali che riescono a coinvolgere il territorio. “Nel  rapporto tra la stampa e la magistratura, con riferimento alla pubblicazione  delle notizie dei processi – ha detto il Procuratore Generale – Il punto di riferimento è l’art 21 della Costituzione. La stampa quando svolge un servizio di cronaca e informazione – ha aggiunto –  adempie ad un’attività fondamentale per la democrazia, deve farlo e deve esercitare anche un controllo più attento alle nostre attività.  Ci sono anche dei limiti, che i giornalisti conoscono, che è quello del segreto investigativo che è concepito a tutelare l’esito dell’indagine.”

Del rapporto tra la stampa e l’opinione pubblica e dell’art. 21 della Costituzione ne ha parlato ampiamente  anche il Magnifico Rettore dell’Università per gli Stranieri di Perugia il prof. Giovanni Paciullo che ha ricordato, tra l’altro, come l’ateneo della Stranieri è stato  sempre un luogo attento e aperto alla città, sede di una didattica libera, con il coinvolgimento di importanti protagonisti della comunità istituzionale dell’Umbria che hanno contribuito alla crescita di questa Istituzione.

“Stiamo parlando – ha detto il Rettore Paciullo citando una sentenza del 1969 della Corte Costituzionale - di un diritto fondamentale assistito dalla clausola dell’inviolabilità, di una «pietra angolare del sistema».   Il codice deontologico dei giornalisti  - ha continuato il Rettore Paciullo – è il primo caso nel quale un codice viene collocato all’interno di una fonte legislativa, e cioè all’interno del codice della privacy.

Sarà questa l’unica strada – ha concluso –  più che un intervento del legislatore, quella di poter immaginare la ridefinizione di un sistema delle regole che non tocchi il grande ruolo che la informazione deve dare nell’ offrire elementi di valutazione  che determini un sistema di tutela  della persona”.

Il Rettore Paciullo ha poi accennato ai rischi e ai pericoli della rete e di come “diventa difficile quando ci si addentra nelle tipologie del giornalismo online più soggetto al fenomeno delle fake-news, un tema questo che ha bisogno di regole sempre più sofisticate per arginare la cattiva informazione”.