Corso di alta cultura "Antiquam exquirite matrem. La tradizione culturale italiana e l’altro fra passato e presente"

11-15 luglio 2022

È ancora possibile coltivare e trasmettere una tradizione culturale italiana?

Come possiamo interpretare oggi l’idea di italianità aperta che ha ispirato Aldo Capitini negli anni in cui svolse il ruolo di Rettore commissario all’Università per Stranieri di Perugia?

Cinque intellettuali illustreranno come la tradizione culturale italiana, fra Novecento e nuovo millennio, abbia risentito della crisi del paradigma umanistico occidentale, chiamato prima a guardarsi nello specchio delle tragedie legate al razzismo e alla Shoah e poi a relativizzarsi con l’avvento della cultura della differenza, del femminismo, del postcoloniale e del postumano. 

L'argomento verrà affrontato da diverse prospettive disciplinari: storiografica, filosofica e letteraria.


  11 luglio

Un pensiero del fuori. I caratteri della filosofia italiana

Roberto Esposito

In questa lezione verranno profilati i caratteri complessivi del pensiero italiano, partendo dalle sue origini fino ad oggi, indicando le differenze, ma anche le contiguità, con le altre tradizioni culturali.

Il pensiero italiano, nato quando lo Stato italiano ancora non esisteva, non ha una connotazione nazionalistica, ma cosmopolitica. Le sue categorie prevalenti - storia, politica e vita - lo pongono in rapporto continuo con il suo 'fuori', nel doppio senso del mondo esterno e degli altri linguaggi. Mai come oggi questa attitudine alla estroflessione lo rende attuale nel mondo globalizzato.


Roberto Esposito

Roberto Esposito insegna filosofia teoretica nel Dottorato in Filosofia della Scuola Normale di Pisa. Sul tema ha scritto due volumi, entrambi editi da Einaudi e tradotti in diverse lingue, 'Pensiero vivente. Origine e attualità della filosofia italiana' e 'Da fuori. Una filosofia per l'Europa'. Il suo ultimo libro, anch'esso edito da Einaudi quest'anno, s'intitola 'Immunità comune. Biopolitica all'epoca della pandemia'.


  12 luglio

Memorie ufficiali e memorie alternative nella storia d’Italia

Alessandro Portelli

Al centro della lezione ci sarà da un lato la memoria come facoltà intrinseca dell'essere umano, intesa come memoria involontaria (Proust, DeLillo, Morrison) e come "monumento", narrazione egemonica di una storia esemplare e intangibile, destinata a farci sentire eroi o vittime, comunque in pace con noi stessi; e dall’altro la memoria come problema, silenzio e disturbo. Su questa base verrà quindi affrontato il caso della storia d’Italia dal risorgimento alla resistenza, fra memorie ufficiali e memorie alternative.


Alessandro Portelli

Alessandro Portelli è stato professore ordinario di letteratura angloamericana all’università degli studi di Roma “La Sapienza”. È uno dei principali teorici della storia orale ed ha raccolto poesie e canzoni popolari statunitensi, occupandosi anche di letteratura afroamericana. Ha collaborato con l’Istituto Ernesto De Martino per il quale ha effettuato ricerche sulla musica popolare. Fra le sue opere, spesso tradotte in varie lingue, ricordiamo The death of Luigi Trastulli and other stories (1991) e L’ordine è già stato eseguito. Roma, le fosse Ardeatine, la memoria, Premio Viareggio 1999.


  13 luglio

Sovranismo e neonazionalismo nell'Italia del XXI secolo: simboli e retoriche

Alberto Mario Banti

La crescita di consensi intorno a partiti neo-nazionalisti/sovranisti è un fenomeno europeo che riguarda però anche l’Italia. Nella lezione verrà discusso il tessuto simbolico delle retoriche adottate da Matteo Salvini e da Giorgia Meloni, e il loro rapporto con la struttura simbolica del classico nazionalismo otto-novecentesco: insieme a scostamenti e a elementi di novità, troveremo infatti anche significativi rinvii a elementi centrali del sistema simbolico che si forma all’inizio del XIX secolo e consolida poi tra fine Ottocento e prima metà del Novecento.


Alberto Mario Banti

Alberto Mario Banti è nato nel 1957. Ha conseguito un dottorato di ricerca in Storia e Civiltà all’Istituto Universitario Europeo di Fiesole. Dal 1992 insegna Storia contemporanea all’Università di Pisa. Nel 2006 la Sissco (Società Italiana per lo Studio della Storia Contemporanea) ha premiato il suo libro L'onore della nazione. Identità sessuali e violenza nel nazionalismo europeo dal XVIII secolo alla Grande Guerra come miglior libro di argomento storico contemporaneistico pubblicato nel 2005. Nel semestre primaverile del 2021 è stato titolare della Cattedra De Sanctis presso il Politecnico Federale di Zurigo. Fra i suoi libri: La nazione del Risorgimento (Einaudi, 2000); Il Risorgimento italiano (Laterza, 2004); L’età contemporanea. Dalle rivoluzioni settecentesche all’imperialismo (Laterza, 2009); L’età contemporanea. Dalla Grande Guerra a oggi (Laterza, 2009); Sublime madre nostra. La nazione italiana dal Risorgimento al fascismo (Laterza, 2011); Wonderland. La cultura di massa da Walt Disney ai Pink Floyd (Laterza, 2017); La democrazia dei followers. Neoliberismo e cultura di massa (Laterza, 2020). 


  14 luglio

Che cosa vuol dire tradurre? La comunità aperta della lingua

Donatella Di Cesare

La traduzione non è una mera sostituzione di etichette che indicano oggetti uguali per tutti. Le lingue sono diverse articolazioni del mondo e il passaggio, necessario e mai riuscito, dall’una all’altra ha implicazioni conoscitive e ontologiche. Soprattutto segna la via per una politica che nella lingua trovi il paradigma di una comunità aperta, caratterizzata dall’inappropriabilità, dove i parlanti sono stranieri residenti, ospiti temporanei. Il dialogo tra le lingue, in una prospettiva storica, semantica, culturale, è l’orizzonte a cui oggi guardare.


Donatella Di Cesare

Donatella Di Cesare insegna Filosofia teoretica alla Sapienza Università di Roma. È tra le voci filosofiche più presenti nel dibattito pubblico. Collabora con «Il fatto quotidiano», «Avvenire», «L’Espresso», e altre riviste italiane e internazionali. Gli interrogativi etici e politici sulla violenza nell’età della globalizzazione l’hanno spinta a studiare il fenomeno della tortura e quello del terrore, volto oscuro della guerra civile globale (Tortura, Bollati Boringhieri, Torino 2016; Terrore e modernità, Einaudi 2017). Lo scontro epocale fra lo Stato e i migranti è la questione del libro più recente Stranieri residenti. Una filosofia della migrazione, Bollati Boringhieri 2017 (Premio Pozzale per la saggistica 2018; Premio Sila per economia e società 2018). Gli ultimi suoi libri sono: Marrani. L’altro dell’altro, Einaudi 2018; Sulla vocazione politica della filosofia, Bollati Boringhieri 2018 (Premio Mimesis Filosofia 2019); Virus sovrano? L’asfissia capitalistica, Bollati Boringhieri 2020; ll tempo della rivolta, Bollati Boringhieri 2020; Utopia del comprendere. Da Babele ad Auschwitz, Bollati Boringhieri 2021; Il complotto al potere, Einaudi 2021; Se Auschwitz è nulla. Contro il negazionismo, Bollati Boringhieri 2022.


  15 luglio

La scrittura e lo spazio: necessità e difficoltà di un umanesimo ambientale

Giulio Ferroni

Nel passaggio dal XX al XXI secolo, nell’accelerarsi di mutazioni culturali, sociali, economiche e politiche, sotto la spinta della rivoluzione digitale, si è imposta sempre più la necessità di considerare il quadro ambientale e l’urgenza di intervenire su di esso: di fronte ai pericoli che minacciano la vita del pianeta, entro un orizzonte che si definisce con il termine di antropocene.

Per tutte la letteratura, per la scienza e per tutte le forme culturali diventa sempre più determinante una prospettiva ecologica, nuove concezioni del rapporto tra spazio e tempo, della loro consistenza e del loro intreccio, della qualità e del destino del nostro essere nel mondo.


Giulio Ferroni

Giulio Ferroni (Roma 1943) dal 1975 al 1982 ha insegnato all’Università della Calabria, quindi fino al 2013 alla Sapienza di Roma, di cui è professore emerito.

Ha raccolto l’esperienza dello studio delle più diverse zone della letteratura italiana in un’ampia Storia della letteratura italiana (Einaudi Scuola, 1991, Mondadori Università, 2012). I suoi studi sul Cinquecento italiano sono in parte raccolti nei volumi Mutazione e riscontro nel teatro di Machiavelli (Bulzoni,1972), Le voci dell’istrione. Pietro Aretino e la dissoluzione del teatro (Liguori 1977), Il testo e la scena (Bulzoni, 1980), Machiavelli o dell’incertezza (Donzelli, 2003), Ariosto (Salerno, 2008).

Una sintesi della sua prospettiva insieme “teorica” e militante è data da Dopo la fine. Sulla condizione postuma della letteratura (Einaudi, 1996, Donzelli, 2010) e da I confini della critica (Guida, 2005); vari saggi sulla letteratura contemporanea sono compresi nel volume Passioni del Novecento (Donzelli, 1999). Sui problemi della scuola La scuola sospesa. Istruzione, cultura e illusioni della riforma (Einaudi 1997) e La scuola impossibile (Salerno, 2015). Tra le sue più recenti pubblicazioni: Prima lezione di letteratura italiana (Laterza, 2009), La passion predominante. Perché la letteratura (Liguori, 2009), Scritture a perdere (Laterza, 2010), Gli ultimi poeti. Giovani Giudici e Andrea Zanzotto, il Saggiatore (2013), La fedeltà della ragione (Liguori, 2014), La solitudine del critico (Salerno, 2019), L’Italia di Dante. Viaggio nel paese della “Commedia” (La nave di Teseo, 2019), Una scuola per il futuro (La nave di Teseo, 2021).


I discussant saranno: Antonio Allegra (11/7), Gabriele Rigano (12/7), Sandra Covino (13/7), Roberto Vetrugno (14/7) e Floriana Calitti (15/7).


Destinatari del corso

  • studenti iscritti ai corsi di laurea specialistica
  • laureati
  • dottorandi
  • docenti delle scuole
  • docenti di lingua e civiltà italiane
  • studiosi di discipline “italianistiche”
  • appassionati di discipline umanistiche e politico-sociali

Modalità di partecipazione

È possibile seguire il corso in presenza o a distanza e iscriversi all'intero corso o a singole giornate.

Gli incontri si svolgeranno dalle 11:00 alle 13:00 e dalle 15:00 alle 17:00.

Ognuna delle cinque giornate prevede la presenza di un docente diverso, che svolgerà al mattino (ore 11-13) una lectio magistralis di un’ora circa, per poi affrontare un inizio di discussione stimolata da un discussant (un docente della Stranieri) e poi, al pomeriggio (ore 15-17), un seminario con domande da parte dei discenti.


Riconoscimento crediti formativi universitari (CFU)

Agli studenti iscritti ai corsi di laurea magistrale dell'Ateneo che frequenteranno l'intero corso e supereranno una prova finale verranno riconosciuti 3 CFU.
Ai dottorandi dell'Università per Stranieri di Perugia che frequenteranno l'intero corso verrà riconosciuto 1 CFU.


Modalità di iscrizione

Per iscriversi compilare l'apposito modulo online entro il 5 luglio 2022.

Costo del corso

Il costo di iscrizione a una giornata è di 50 euro.

Il costo dell'intero corso è di 200 euro in presenza e 150 euro a distanza.

Per gli studenti iscritti ai corsi di laurea magistrale, i laureati nell'anno solare, i dottorandi, i docenti, i collaboratori esperti linguistici e il personale amministrativo dell'Ateneo la partecipazione, in qualità di uditori, è gratuita.

Gli ex alunni dell'Università per Stranieri di Perugia possono usufruire di tariffe agevolate:
- in presenza: 80 euro per l'intero corso e 20 euro per la singola giornata
- a distanza: 60 euro per l'intero corso e 20 euro per la singola giornata

Il pagamento può essere fatto tramite bonifico bancario, alle seguenti coordinate:

INTESA SANPAOLO SPA
Intestatario del conto: Università per Stranieri di Perugia
Codice IBAN: IT72U0306903011100000046025
Codice BIC Swift: BCITITMM
Causale: “Iscrizione corso di alta cultura - luglio 2022”

Per il pagamento del corso è possibile utilizzare anche la Carta del Docente.


Frequenza e attestato di partecipazione

Chi frequenterà l'intero corso (in presenza o a distanza) riceverà un attestato di partecipazione.

Il corso sarà attivato con un minimo di venti partecipanti.


Comitato scientifico e organizzativo

Salvatore Cingari (coordinatore)
Floriana Calitti, Carlotta Caravaggi, Roberto Dolci, Sonia Giugliarelli, Donatella Padua, Gabriele Rigano, Maria Rita Silvestrelli, Alberto Stramaccioni, Roberto Vetrugno.