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Provence: Literary Tourism

Yannick Gouchan (Aix Marseille Université, CAER, Aix-en-Provence, France)

Provenza : Turismo Letterario

Tra geografia, lingua e turismo

La Provenza costituisce insieme un territorio geografico e culturale della Francia che si distribuisce fra le regioni amministrative di Provence-Alpes-Côte d’Azur e Auvergne-Rhône-Alpes, in particolar modo i dipartimenti delle Bouches-du-Rhône (13), delle Alpes-de-Haute-Provence (04), del Vaucluse (84) e una parte della Drôme (26). Anche se alcune guide turistiche presentano la Provenza ridotta ai soli dipartimenti 13 e 84, mentre altri l’allargano ai quattro già menzionati, talvolta perfino con il Gard, nella regione di Occitania, è possibile sostenere che il turismo letterario in questa zona della Francia corrisponde ai limiti geografici fissati dal Mar Mediterraneo a sud e dalla Drôme provenzale a nord, mentre i confini est e ovest vanno dalla Costa Azzurra al fiume Rodano, con la capitale storica ad Aix-en-Provence (Mistral, 1878: 658), anche se la definizione del territorio letterario non si sovrappone esattamente con la geografia politica delle carte (Clairet, 2001: 104). Per motivi di spazio, questa presentazione escluderà il Var (83), la Costa Azzurra (Alpes-Maritimes, 06) e la Drôme provenzale (26).

Nel Voyage littéraire de Provence, scritto dall’abbate e storico Jean-Pierre Papon nel 1780, si leggeva che la Provenza, rispetto alle altre province francesi, è quella che offre i luoghi più significativi degni di nota da visitare. In effetti, sin da quando divenne una meta turistica a partire dal’700, sulla strada del Grand Tour verso l’Italia e delle escursioni verso le Alpi (D’Agay, 2020), la Provenza offre un patrimonio letterario molto ricco. Essa consta di autori locali in lingua provenzale – un dialetto della lingua d’oc, l’occitano – partendo dai trovatori medievali fino alla riscoperta militante dei Félibres (con l’operazione di Respelido – il revival – guidata da Mistral) alla fine dell’Ottocento, e agli scrittori contemporanei che hanno mantenuto una produzione in lingua regionale. Va ricordato il fatto che il provenzale era la lingua d’uso principale della regione fino alla fine del secolo XIX e perfino negli scrittori contemporanei (Giono, Magnan) alcune espressioni in francese provengono direttamente dal provenzale. La regione consta anche di autori locali in lingua francese, spesso di fama nazionale e internazionale (Pagnol, Giono, Char), i cui paesaggi e case si possono percorrere e visitare. Infine la Provenza ha ospitato autori stranieri quivi residenti per un periodo della loro vita, per esempio il poeta italiano Petrarca (alla corte di Avignone), l’irlandese Beckett (rifugiato durante la guerra), l’argentino Cortàzar (capo di un falanstero creativo) o il britannico Peter Mayle (i cui romanzi hanno fatto conoscere la Provenza al pubblico inglese e hanno destato un flusso turistico anglosassone verso la Provenza, sin dal best-seller mondiale A Year in Provence, a memoir pubblicato nel 1989, seguito da vari sequels, poi in versione televisiva con una serie della BBC nel 1993). Oltre alla memoria di autori e libri, la Provenza è anche una terra di grande attività culturale legata alla letteratura: tra i più frequentati, il Festival di teatro di Avignone è considerato, dalla sua creazione nel 1947, un evento maggiore a livello internazionale, il Festival Écrivains du Sud (Aix-en-Provence), il Festival de la Correspondance (Grignan) legato alla memoria di Madame de Sévigné, il Festival del libro di Marsiglia, o il Festival Correspondances de Manosque. L’iscrizione della letteratura dentro il paesaggio è uno degli obiettivi del Chemin des écritures, nel paese della montagna di Lure, proclamato Paese del libro e della scrittura, proprio sulle orme di Giono.

I libri e le figure di autori sono quindi un veicolo tra tanti altri per trasmettere un’immagine – autentica o stereotipata – della cultura provenzale e del suo territorio, al di là dei suoi confini. Inoltre il turismo letterario permette di contribuire all’attrattività e alla valorizzazione in una regione già di per sé molto turistica per i suoi paesaggi, il clima, le tradizioni. L’attività turistica costituisce il 13% del PIL della regione Provence-Alpes-Côte d’Azur, con più di 5 miliardi d’investimenti realizzati fra il 2016 e il 2018. La regione accoglie ogni anno 30 milioni di turisti, di cui l’80% è rappresentato dai francesi.

Presentiamo alcune fra le tappe turistiche più rappresentative della cultura letteraria in Provenza (sia in lingua latina che in francese, italiano e provenzale) partendo dal Medioevo fino all’epoca contemporanea. Ci soffermiamo su alcuni luoghi letterari che offrono, per i visitatori, una sistemazione turistica rivolta alla memoria di autori.

Petrarca in Valchiusa
La piccola località di Fontaine de Vaucluse, a 28 chilometri da Avignone, è famosa per un fenomeno geologico, una spettacolare risorgiva del fiume Sorgue in una piccola valle. Dal 1927 una casa ottocentesca ospita il Museo Petrarca (1304-1374), sul luogo dell’antica casa del poeta italiano distrutta nel 1353. Il soggiorno di Petrarca in Valchiusa durò circa dieci anni, dall’autunno del 1337 fino al 1352, ossia gli anni della produzione di molte opere, fra cui la raccolta poetica del Canzoniere (la canzone CXXVI, «Chiare, fresche et dolci acque», evoca precisamente il paesaggio della risorgiva del Sorgue). Il Museo-biblioteca custodisce stampe e libri dedicati al poeta italiano, dal‘500 all’800, nonché un fondo specializzato sul poeta René Char (1907-1988). La memoria di Petrarca viene tramandata ai turisti attuali anche nell’antica chiesa Sainte-Claire di Avignone, dove una targa ricorda l’incontro con Laure de Noves (o de Sade) il 6 aprile 1327, fonte d’ispirazione e emblema della poesia. Il Monte Ventoso (Mont Ventoux), alto 1910 metri, fu il luogo di una famosa escursione del poeta nel 1336, raccontata in una lettera in latino al confessore (Familiares, IV: 1), durante la quale il poeta conobbe una crisi spirituale.

Mistral e Daudet nelle Alpilles
Per avvicinare alla conoscenza di questi due autori, il turismo letterario permette di attraversare il piccolo massiccio calcareo delle Alpilles, preservato come Parco regionale, che culmina a 500 metri circa, fra montagne basse e bianche e molti oliveti. Frédéric Mistral (1830-1914, premio Nobel 1904) è considerato l’emblema della rinascita della cultura provenzale attraverso la creazione della scuola e del movimento del Félibrige, con una sua ricca produzione in lingua provenzale (per esempio il poema Mirèio,1859). Oggi è il villaggio di Maillane ad ospitare la Casa-Museo a lui dedicata con la decorazione che aveva scelto lo scrittore quando sistemò la dimora nel 1876. Théodore Aubanel (1829-1886), uno dei félibres, compagno di Mistral, viene ricordato ad Avignone nel Museo letterario Théorore Aubanel, così come tutti i musei etnografici dedicati alla cultura del félibrige (primo fra tutti il Museon Arlaten ad Arles). Il mulino Saint-Pierre dedicato a Alphone Daudet (1840-1897), a Fontvieille, è un museo letterario fondato nel 1935, per ricordare il luogo della novella Le secret de maître Cornille nelle Lettres de mon moulin (1869), per molti decenni un classico dei programmi della scuola francese. La versione cinematografica delle Lettres, nel 1954, girata da Pagnol, venne parzialmente filmata proprio sui luoghi del mulino. Oltre ad essere una meta letteraria con un sentiero sulle orme di Daudet, Fontvieille è anche un posto turistico emblematico della Provenza tradizionale.

Pagnol a Marsiglia e Aubagne
La casa natale dello scrittore, autore per il teatro, regista e accademico Marcel Pagnol (1895-1974), nella cittadina di Aubagne, è un museo dal 2003. Ricorda la famiglia e l’infanzia dell’autore, con la ricostituzione dell’appartamento dei genitori. Il Castello della Buzine, nella periferia di Marsiglia, luogo che il piccolo Pagnol attraversava con la famiglia per recarsi sulle colline in vacanza, fu comprato dallo scrittore-regista diventato adulto per farne una Città del cinema senza poter realizzare il suo sogno, per via della seconda guerra mondiale. Dal 2013 è un Museo delle cinematografie legato alla memoria dell’attività filmica di Pagnol sempre ambientata in Provenza. Nel villaggio di La Treille, quartiere periferico di Marsiglia, il sentiero dedicato allo scrittore (con audioguida oppure seguendo una truppa di attori che recitano pezzi delle opere, un concetto unico nel turismo letterario in Francia, quello delle Randonnées théâtrales) permette di percorrere i luoghi biografici di campagna, gli scenari di molti film, i paesaggi del massiccio del Garlaban (colline e grotte), evocati nei memoir d’infanzia, ormai entrati nella cultura nazionale (La gloire de mon père e Le château de ma mère, 1957), tramite la diffusione dei libri e le varie versioni cinematografiche e televisive che ne sono state fatte dagli anni ‘80 a oggi. Nel 2026 è prevista l’apertura di un grande museo Pagnol nel comune di Allauch.

Giono a Manosque e nell’Alta Provenza
Il Paraïs è il nome poetico dato alla proprietà che lo scrittore (1895-1970) abitò a partire dal 1930 nella cittadina di Manosque. Oggi ospita la Maison de Jean Giono, museo-archivio dove sono conservati molti manoscritti delle opere del romanziere. La casa è gestita dall’associazione Les Amis de Jean Giono e associata al Centro Jean Giono, creato all’Hôtel Raffin negli anni ‘90, luogo di mostre, festival e di eventi tesi a promuovere più in generale la letteratura. Particolarmente ricchi sono i sentieri nel territorio, dove il visitatore-escursionista può vedere e sentire i paesaggi dove furono ambientati i romanzi nonché i luoghi delle passeggiate dello stesso scrittore, famoso per la sua passione per le escursioni pedestri. Dalle Passeggiate letterarie (nella città di Manosque) alle Escursioni letterarie nella regione, siamo di fronte a una delle forme più complete di turismo letterario, un turismo fortemente organizzato proprio perché comprende la casa, lo spazio urbano, le colline, la montagna di Lure, i campi, l’immersione in una natura preservata così come nelle tradizioni locali e nella lettura delle opere. Lo stesso territorio è quello del romanziere amico di Giono Pierre Magnan (1922-2012), e del suo famoso personaggio, l’ispettore Laviolette, residente a Forcalquier.

Altri luoghi
Nella vasta offerta che la Provenza propone per il turista letterario, si possono citare il Castello Lacoste, nel Parco Naturale Regionale del Luberon, luogo di villeggiatura del marchese di Sade (1740-1814), oggi teatro di un festival di musica. Ugualmente la casa del romanziere Henri Bosco (1888-1976) in Valchiusa, luogo privato che si visita solo con prenotazione, così come la casa acquistata nel 1958, dopo il Premio Nobel, da Albert Camus (1913-1960), nel villaggio di Lourmarin, sempre nel Luberon, che è privata dunque non visitabile. Il poeta René Char (1907-1988) si ricorda dal 1982 in un piccolo museo della città natale, L’Isle-sur-la-Sorgue. Il Bayle-Vert, la casa di Mas-Felipe Delavouët (1920-1990), poeta in lingua provenzale, è dal 2003 un centro letterario e un luogo di memoria la cui patrimonializzazione ha permesso di salvare una parte del paesaggio e dell’ecosistema della pianura della Crau, racchiusa fra l’autostrada e i capannoni industriali. La casa dello scrittore irlandese Samuel Beckett (1906-1989), nel villaggio di Roussillon, rifugio durante la Seconda guerra mondiale, ospita dal 1997 un’associazione letteraria e delle arti dello spettacolo. La biblioteca Méjanes-Cité du livre, a Aix-en-Provence, ospita dal 1975 la Fondazione Saint-John Perse (1887-1975) con l’archivio del poeta, essa organizza mostre e attività incentrate sulla poesia. La Marsiglia del romanziere Jean-Claude Izzo (1945-2000) viene evocata attraverso una gita urbana (city-rando) durante la quale si legge la sua trilogia di noir uscita negli anni ‘90. Il Pont du Gard, benché fuori dai limiti amministrativi della Provenza, è uno degli antichi acquedotti romani meglio conservati al mondo (patrimonio Unesco), dove si è recentemente creato un parco letterario (Uzège-Pont du Gard, 2023), il primo in Francia sul modello dei Parchi Letterari in Italia. Il parco vorrebbe ricordare scrittori provenzali e non che hanno celebrato il monumento, da Petrarca a Pagnol. Per finire, si deve citare un luogo turistico entrato nella memoria collettiva mondiale tramite il romanzo di Alexandre Dumas, Le Comte de Monte-Cristo (1844): il Castello d’If, su un isolotto di fronte al porto di Marsiglia, vera fortezza costruita nel ‘500, è lo scenario immaginario dei primi capitoli del romanzo in cui il protagonista Edmond Dantès viene ingiustamente imprigionato. Luogo turistico molto frequentato per la sua situazione geografica, nell’arcipelago del Frioul, il castello organizza visite incentrate sulla storia del personaggio di Dumas.

Come citare questa voce del dizionario: Gouchan, Y. (2023). Provenza : Turismo letterario. In R. Baleiro, G. Capecchi & J. Arcos-Pumarola (Orgs.). E-Dictionary of Literary Tourism. University for Foreigners of Perugia.

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