Disabilità e DSA

L’Università garantisce il diritto all’educazione e all’istruzione universitaria degli studenti disabili e con DSA, al fine di assicurare l’effettivo esercizio del fondamentale diritto allo studio e di favorire il pieno rispetto della dignità umana, dei diritti di libertà e autonomia delle persone, promuovendo la loro piena integrazione nella società.

Dall’anno 2007 all’interno dell’Ateneo è operante la Commissione per l’integrazione ed il sostegno degli studenti disabili e con DSA. Ad essa, cui gli studenti che necessitino di specifico supporto sono indirizzati dalle strutture di Orientamento di riferimento, compete la pianificazione ed organizzazione delle attività di sostegno più idonee alle esigenze rilevate, tenuto conto della fattibilità tecnica ed economica.

Per garantire un’efficiente risposta, le richieste dovranno pervenire con congruo anticipo rispetto all’inizio dell’erogazione mediante la scheda informativa.


  Servizi

  • Mediazione rapporto con i docenti
  • Supporto per gli scambi internazionali
  • Orientamento e tutorato
  • Adattamento delle lezioni, del materiale didattico e degli esami
  • Ausili tecnologici
  • Interpretazione in lingua dei segni italiana e/o internazionale
  • Servizi di accompagnamento

  Componenti della commissione

Prof. Rolando Marini
Delegato del Rettore per la disabilità, con funzioni di Presidente

Prof. Umberto Bartoccini
Referente di Dipartimento

Prof.ssa Rita Stoppini
Garante degli studenti

Dott. Matteo Palombaro
Personale T.A.

Dott.ssa Valentina Severoni
Personale T.A.

Dott.ssa M. Lauretta Calzoni Burini
Unità esterna volontaria

  Per informazioni

Commissione per l’integrazione ed il sostegno degli studenti disabili e con DSA

Palazzo Gallenga
Piazza Fortebraccio 4
06123 Perugia

tel. 075 5746 240-321
e-mail disab (at) unistrapg.it


La favola del re Trentatrè

di Claudio Imprudente

immagine di una corona

C’era una volta un re che si chiamava Trentatrè.
Un giorno Trentatrè pensò che un re deve essere giusto con tutti.
Chiamò Sberleffo, il buffone di corte:
“Io voglio essere un re giusto – disse Trentatrè al suo buffone – così sarò diverso dagli altri e sarò un bravo re”.

“Ottima idea maestà” – rispose Sberleffo con uno sberleffo.
Contento dell’approvazione il re lo congedò.

“Nel mio regno – pensò il re – tutti devono essere uguali e trattati allo stesso modo”.
In quel momento Trentatrè decise di cominciare a creare l’uguaglianza nel suo palazzo reale.
Prese il canarino dalla gabbia d’argento e gli diede il volo fuori dalla finestra: il canarino ringraziò e sparì felice nel cielo.
Soddisfatto della decisione presa, Trentatrè afferrò il pesce rosso nella vasca di cristallo e fece altrettanto, ma il povero pesce cadde nel vuoto e morì.
Il re si meravigliò molto e pensò: “Peggio per lui, forse non amava la giustizia”.

Chiamò il buffone per discutere il fatto.
Sberleffo ascoltò il racconto con molto rispetto, poi gli consigliò di cambiare tattica.

Trentatrè, allora, prese le trote dalla fontana del suo giardino e le gettò nel fiume: le trote guizzarono felici.
Poi prese il merlo dalla gabbia d’oro e lo tuffò nel fiume, ma questa volta fu il merlo a rimanere stecchito.
“Stupido merlo – pensò Trentatrè – non amava l’uguaglianza”.
E chiamò di nuovo il buffone Sberleffo per chiedergli consiglio.
“Ma insomma! – gridò stizzito il re – come farò a trattare tutti allo stesso modo?”.

“Maestà – disse Sberleffo – per trattare tutti allo stesso modo bisogna, prima di tutto, riconoscere che ciascuno è diverso dagli altri. La giustizia non è dare a tutti la stessa cosa, ma dare a ciascuno il suo”.
 

Testimonianze

...in questo giorno delle persone con disabilità per ringraziare tutta la gente che lavora nell'ufficio disabilità dell'Università per Stranieri di Perugia. Volevo raccontarvi la mia esperienza a Perugia. Mi chiamo Elabad Marowan, sono libico ho 26 anni, sono una persona con disabilità (sono ipvedente) ho studiato per un anno la lingua e la cultura italiana all'università per Stranieri di Perugia, nei corsi A2, B1, B2, C1 e ho superato tutti gli esami previsti alla fine di ciascun corso.
Da quando ci sono arrivato ho trovato sempre l'aiuto e le soluzioni per tutti i problemi che ho avuto. L'ufficio disabilità non mi ha mai lasciato da solo e all'università mi sono sempre sentito come se fossi a casa mia. Alla fine sono contento di aver conosciuto tante persone gentili.
Baci e abbracci a tutte le persone che mi hanno aiutato.
Spero di poter tornare in Italia e proprio a Perugia.

Elabad Marowan


Lauretta e la sordità
Il 14 agosto 2015 ho “festeggiato” il mio primo ventennio di sordità, coincidente con la seconda metà della mia vita di dipendente universitario presso l’Università per Stranieri.

Il primo ventennio è passato con un calo progressivo di udito affrontato più o meno difficoltosamente con protesi acustiche binaurali.
Nel tempo ho cambiato attività per l’impossibilità di mettere a frutto al meglio in pubblico la mia competenza in lingue straniere.

...continua a leggere

Maria Lauretta Calzoni Burini


Ho cominciato la mia borsa di studio a Perugia il 1 settembre. All’Università per Stranieri siamo state date il benvenuto più cordiale che posso immaginare. Maria Lauretta Burini e Rita Stoppini ci hanno aspettato e mi hanno condotto fino all’aula davanti alla biblioteca centrale, dove ho fatto il test. Dopo il test, ho dovuto sbrigare ancora un po’ di burocrazia con cui la signora Manila Bomba mi ha aiutato. Poi, con Monika, all’aperto, la signora Burini e la signora Stoppini hanno raccontato della città di Perugia, quali sono i monumenti più importanti di Perugia e com’è strutturata l’Università per Stranieri, con le Palazzine Lupatelli, Prosciutti, Orvieto e Valitutti e naturalmente il Palazzo Gallenga. Poi siamo andate a Palazzo Gallenga, dove la signora Stoppini ha fatto vedere Monika tutto, perché c’è stato un cantiere e io non potevo andare dentro l’edificio.

...continua a leggere

Wiebke Janssen


All’inizio di ottobre sono arrivata all’Università per Stranieri a Perugia e ho cominciato con il corso di lingua nel livello B1. Veramente è stato strano improvvisamente essere senza tui amici e tua famiglia, ma tutte la gente che ho incontrato erano molto simpatici! Questa è la differenza della Germania e della Italia: la mentalità. Equale chi incontri, loro sempre vogliono aiutuarti. Io sopratutto ho realizzato questo quando volevo cominciare con mio „progetto“ di continuare con fisiterapia anche in Italia. Da sola non potrei mai organizzare questo perché tutto nella Italia non è così organizzato come nella Germania. Ma per fortuna ho incontrato Valentina al rettorato all’Università. Dovevo andare in molti posti e dovevo fare molti documenti e con mie piccole competenze della lingua italiana sarabbe stato molto difficile. Ma sempre quando ho fronteggiato un nuovo problemà, Valentina ha trovato un sentiero per risolverli e lei doveva telefonare e scrivere con molte persone diverse. La signora di mia assicurazione in Germania ha detto a mia mamma che posso provare di fare la fisioterapia qui ma che lei pensa che non è possibile durante 3 mesi. Valentina ha creato il impossibile: dopo pressoché due mesi, finalmente ho avuto mia prima lezione di fisioterapia! Non avrei potuto immaginare quel sfoggio una persona puo fare per una ragazza stranieri che lei non conosce. Un bel esempio per la mentalità, la gentilezza e la franchezza di tanto gente in Italia. Grazie!

Emma Bleck