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Scheda insegnamento

LaureaMADE IN ITALY, CIBO E OSPITALITA'
InsegnamentoFILOSOFIA DELL'ALIMENTAZIONE
Anno di corsoI
SemestreI
DocentiAntonio Allegra
CFU6
Ore totali150
Ore di lezione40
Ore di studio110
Lingua di insegnamentoItaliano
Pagina LOLVai alla pagina LOL con materiale didattico digitale dell'insegnamento
SSDM-FIL/06
Obiettivo di sviluppo sostenibile
Obiettivo di sviluppo sostenibile
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Prerequisiti

Non sono richieste particolari conoscenze trattandosi di un insegnamento che verrà affrontato partendo dalle nozioni di base. È richiesta la capacità di leggere, comprendere e sintetizzare testi di tipo teorico. Si richiede la comprensione della lingua italiana orale e scritta al livello B2 del QCER. Se necessario, e in particolare se segnalato nei colloqui in ingresso, gli studenti devono avvalersi del servizio di tutorato linguistico alla pari offerto dall’Ateneo.

Obiettivi formativi - Risultati di apprendimento attesi

Conoscenze e comprensione:

  • Conoscere l’evoluzione della riflessione sull’alimentazione
  • Saper identificare e riflettere su alcuni concetti-chiave in relazione ai temi dell'identità collettiva
  • Cogliere criticamente le procedure della comunicazione e trasmissione culturale attraverso l’alimentazione
  • Saper individuare alcuni ambiti trasversali tra dimensione storica, culturale, e specificamente filosofica.

Applicazione delle conoscenze e della comprensione:

  • Applicare le nozioni apprese a un corpus di dati storici e storico-culturali
  • Riconoscere temi e contenuti adatti alla promozione del Made in Italy in relazione alla tradizione culturale del cibo.

Competenze trasversali:

-Abilità comunicative: Padroneggiare il lessico specialistico per descrivere l’evoluzione del pensiero sull’alimentazione e i concetti-chiave legati all’identità collettiva; saper strutturare testi orali e scritti chiari, coerenti e ben argomentati; tradurre temi e valori della tradizione alimentare italiana in messaggi idonei, adattando registro e canale comunicativo al contesto.

-Autonomia di giudizio: Confrontare criticamente fonti storiche, filosofiche e antropologiche sull’alimentazione, individuando nessi, divergenze e precomprensioni culturali; selezionare gli elementi più significativi per iniziative di valorizzazione culturale e commerciale.

-Capacità di apprendimento: Sviluppare metodi di studio autonomi per approfondire in modo continuativo la storia del pensiero alimentare e le sue intersezioni culturali e filosofiche; integrare prospettive interdisciplinari (sociologia, antropologia, media studies) per aggiornare il proprio quadro teorico.

Contenuto del corso

Il corso, che si svolgerà in lingua italiana, analizza alcune interpretazioni che nel corso della storia del pensiero hanno messo al proprio centro il cibo, inteso come cardine dell'esperienza umana e dei fenomeni culturali connessi. In particolare, nel contesto contemporaneo il cibo sembra essere diventato un punto di riferimento ampiamente condiviso. A seguito di una premessa epistemologica sul ruolo rispettivo dei sensi e della ragione, si svilupperà un’analisi legata soprattutto alla dialettica tra natura e cultura e a quella tra comunicazione, socialità e identità: le pratiche alimentari, che laddove opportuno verranno ricostruite anche sotto il profilo storico, sono terreno d’elezione per analizzare questi aspetti, anche sotto il profilo interculturale. Il cibo rappresenta inoltre un rilevante e concreto sedimento del patrimonio culturale italiano, che oggi ritrova una fortissima centralità nel discorso pubblico diffuso e nella valorizzazione economica più promettente. Per questo motivo ricostruire le vicende dell'identità nazionale attraverso i fatti enogastronomici è strumento prezioso. Dal punto di vista dei contenuti puntuali: • Cibo come cultura e scelta umana – il corso parte dall’idea che produrre, preparare e consumare alimenti sia il punto d’incontro fra natura e cultura, dove l’uomo onnivoro deve continuamente “scegliere” e costruire significati ( Montanari M. (2010), Il cibo come cultura, Roma-Bari, Laterza; Harris M. (1992), Buono da mangiare, Torino, Einaudi) • Tecniche di trasformazione e conservazione – dalle prime agricolture a salagione, fermentazione, refrigerazione e surgelazione: pratiche che mutano la materia naturale e mostrano il peso della tecnologia nell’esperienza alimentare (Montanari M. (2010), Il cibo come cultura, Roma-Bari, Laterza; Montanari M. (2010), L'identità italiana in cucina; Harris M. (1992), Buono da mangiare, Torino, Einaudi) • Cibo, distinzione sociale e comunicazione – banchetti, rarità stagionali, abbondanza/parsimonia e la “distinzione” legata al territorio (Bourdieu) rivelano come mangiare diventi linguaggio di status e identità collettiva ( Montanari M. (2010), Il cibo come cultura, Roma-Bari, Laterza; Montanari M. (2010), L'identità italiana in cucina; Harris M. (1992), Buono da mangiare, Torino, Einaudi) • Scambi, globalizzazione e ibridazioni gastronomiche – dallo scambio colombiano al “sushi brasiliano”, passando per l’ideale del banchetto universale: il cibo viaggia, si ibrida e ridefinisce culture locali e globali Montanari M. (2010), Il cibo come cultura, Roma-Bari, Laterza; Harris M. (1992), Buono da mangiare, Torino, Einaudi). • Tradizione e innovazione agro-alimentare – esempi emblematici (vino, grani Senatore Cappelli e Kamut, vitigni PIWI, pomodorino “Pachino”) mostrano la dialettica continua fra eredità storica, ricerca genetica e marketing (Montanari M. (2010), Il cibo come cultura, Roma-Bari, Laterza; Grandi A. (2020), Denominazione di origine inventata, Milano, Mondadori). • Il vino, laboratorio di cultura materiale e tecnica – origini antichissime e simbologia del Simposio; ruolo dei conventi; crisi della fillossera e nuove genetiche (vini PIWI); “lavori di cantina” (maturazioni, taglio bordolese); valorizzazione di terroir e cru e rinascita dei vini naturali (Montanari M. (2010), Il cibo come cultura, Roma-Bari, Laterza; Scruton R. (2010), Bevo dunque sono, Milano, Raffaello Cortina). • Gastronomia e identità italiana – la rete di città, i grandi ricettari (da Maestro Martino ad Artusi) e il gastronazionalismo fascista illustrano come la tavola abbia contribuito a forgiare una nazione plurale ma riconoscibile (Montanari M. (2010), L'identità italiana in cucina, Roma-Bari, Laterza; Grandi A. (2020), Denominazione di origine inventata, Milano, Mondadori). • Persistenze mediterranee e mutamenti moderni – verdure, pane e pasta come costanti di lunga durata; le oscillazioni fra abbondanza e magrezza; la “dieta mediterranea” di Keys e i dibattiti odierni su km 0 e stagionalità (Montanari M. (2010), Il cibo come cultura, Roma-Bari, Laterza; Montanari M. (2010), L'identità italiana in cucina, Roma-Bari, Laterza).

Metodi didattici

Verranno utilizzate le piattaforme digitali LOL e Teams, che potranno venire adoperate anche per modalità di didattica a distanza secondo le indicazioni elaborate dai CdS. Per studenti frequentanti: Il corso consisterà in lezioni frontali alle quali si affiancheranno approfondimenti seminariali, a cura degli studenti, su singoli temi, che avranno lo scopo di allenare al riconoscimento autonomo delle caratteristiche di lunga durata ma anche delle variazioni puntuali dell’esperienza dell’alimentazione. Si prevede di invitare un certo numero di protagonisti della riflessione teorica e delle pratiche legate all’alimentazione. Verrà fatto ampio uso di supporti in PowerPoint, filmati, etc. Dati i temi affrontati, si raccomanda frequenza assidua.

Per studenti non frequentanti: Nel caso di impossibilità alla frequenza si raccomanda l’uso delle piattaforme digitali di Ateneo, dove verranno caricati materiali e indicazioni operative, e di prendere contatto e concordare il programma col docente al più presto (cfr. anche sotto).

Agli studenti che abbiano depositato in Segreteria certificazioni di disabilità o DSA si consiglia di contattare all’inizio del corso il/la docente, anche attraverso la Commissione per le differenze e l’inclusione (differenze-inclusione@unistrapg.it) per concordare misure compensative e/o dispensative di adattamento della didattica.

Metodi di accertamento

Modalità di verifica dell'apprendimento

Per accedere alle prove di valutazione tutti gli studenti (frequentanti e non frequentanti) dovranno obbligatoriamente iscriversi su Esse3web.

Per studenti frequentanti: L’esame si svolgerà in forma orale, durerà dai 15 ai 30 minuti, e sarà costituito da domande che avranno per oggetto i principali argomenti del corso, volte a verificare la conoscenza delle principali teorie e visioni sui temi affrontati; una verterà sul seminario condotto dallo studente.

Per studenti non frequentanti: L’esame si svolgerà in forma orale, durerà dai 15 ai 30 minuti, e sarà costituito da domande che avranno per oggetto i principali argomenti del corso, volte a verificare la conoscenza delle principali teorie e visioni sui temi affrontati. In aggiunta, gli studenti non frequentanti dovranno, almeno 2 settimane prima della data prevista per l’esame, inviare una sintesi (3/4 pagine indicativamente) di un capitolo di un testo tra quelli indicati nel programma. L’argomento di tale sintesi sarà stato concordato col docente almeno un mese prima della data prevista per l’esame, e i suoi contenuti saranno brevemente discussi durante l’esame.

Per gli studenti con certificazioni di disabilità o DSA le modalità d’esame saranno concordate in relazione alle specifiche esigenze, sentito il parere della Commissione per le differenze e l’inclusione.

Criteri di misurazione dell'apprendimento: si indicano qui gli indicatori più rilevanti, sottolineando al tempo stesso che la padronanza complessiva dei temi è l'elemento più rilevante.

Conoscenza e comprensione Evoluzione della riflessione sull’alimentazione: sequenza cronologica corretta, citazione di autori/concetti, padronanza del lessico disciplinare; Concetti-chiave e identità collettiva: capacità di definire, collegare e problematizzare i concetti; Procedure di comunicazione e trasmissione culturale: riconoscimento di canali, codici, attori; Ambiti trasversali storico-culturali-filosofici: capacità di integrare prospettive disciplinari diverse su un medesimo fenomeno

Capacità di applicare conoscenza e comprensione Applicare nozioni a un corpus di dati storici: analisi corretta delle fonti, uso di metodologie storiche, coerenza dei risultati; Identificare temi utili alla promozione del Made in Italy: selezione di contenuti rilevanti

Competenze trasversali: -Abilità comunicative: chiarezza, coerenza argomentativa, adeguatezza del registro, uso di supporti multimodali -*Autonomia di giudizio: capacità di selezionare fonti, motivare scelte -Capacità di apprendimento: ricerca autonoma di nuove risorse

Testi di esame

Per studenti frequentanti:

  1. Montanari M. (2010), Il cibo come cultura, Roma-Bari, Laterza
  2. Montanari M. (2010), L'identità italiana in cucina, Roma-Bari, Laterza
  3. Materiali su piattaforma digitale: verranno caricate le slide presentate a lezione, una lezione di sintesi e materiali ulteriori che verranno eventualmente individuati e comunicati.

Per studenti non frequentanti: Si confermano i testi indicati per i frequentanti, e si raccomanda ancora la consultazione delle piattaforme digitali di Ateneo e di prendere al più presto contatto col docente.

Testi di consultazione e approfondimento

  1. Harris M. (1992), Buono da mangiare, Torino, Einaudi
  2. Scruton R. (2010), Bevo dunque sono, Milano, Raffaello Cortina
  3. Grandi A. (2020), Denominazione di origine inventata, Milano, Mondadori.

Altre informazioni

Si ricorda che l’iscrizione alla piattaforma LOL dell'insegnamento è funzionale anche come modalità di comunicazione tra docente e studenti.

Ricevimento: da concordare previo contatto mail: antonio.allegra@unistrapg.it.

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